martedì 3 settembre 2013

GIRLS. Una serie televisiva reale, che parla di tutte noi.

Wow, siamo già a settembre, il mese che io detesto follemente un po' per gli esami universitari, un po' perché storicamente l'ho sempre detestato anche per brutti accadimenti di cui non voglio parlare.
Comunque stavolta non mi va di parlare di politica o di qualcosa che vagamente la ricorda, ma di una serie televisiva che mi è piaciuta tantissimo che voglio consigliarvi: GIRLS. 
Il nome è proprio questo, semplicemente GIRLS, la serie è ambientata a New York, esattamente Brooklyn, ed è la storia di quattro ragazze, anche se si concentra sulle vicissitudini di una in particolare, la protagonista nonché Hannah Horvath aspirante scrittrice, laureata in lettere, precaria e mantenuta dei genitori, che hanno deciso di decurtarle il mantenimento per responsabilizzarla trovandosi nella dispersione totale.
Per quanto la trama possa in qualche modo ricordare Sex and The City, GIRLS è lontana mille miglia dalle avventure di Carrie Bradshaw e delle sue amiche. La protagonista è anche la regista della serie tv, Lena Dunham, un'attrice lontana dal mondo di Hollywood, una personalità fuori dagli standard, una ragazza che ha un aspetto fisico che non ricorda per nulla quello delle dive odierne. Lena non è magra, anzi, è bella paffuta e non ha un viso che fa impazzire, è una ragazza normalissima e lo è anche nella serie, non mancano scene di nudo, la si vede spesso in topless proprio per far vedere la naturalezza della sua persona. La regista e attrice di GIRLS con questa serie tv vuole cercare di avvicinare un pubblico di vere ragazze, in carne ed ossa, anzi più carne che ossa, vuole raccontare le vicissitudini di una ragazza di venticinque anni appena laureata in un periodo di crisi nera come il nostro, le fatiche, le paure di non raggiungere i propri sogni. Hannah, come le sue amiche, cerca di trovare una stabilità che non c'è, in un periodo storico che di certezze non ne dà, tra semi-amori, semi-lavori, semi-tutto ne esce una serie tv imperdibile che consiglio vivamente. 
Mi sento molto Hannah Horvath, sbadata, imperfetta, sfigata e senza nessuna certezza in tasca.
Incorono la regista e attrice Lena Dunham tra i miei miti, che per avere 27 anni ed essere figlia di due artisti ha saputo rappresentare la precarietà dei giovani della mia età, che non importa se sono a New York o a Roma, o chissà dove, perché abbiamo in comune tutti la stessa cosa: l'instabilità e l'incertezza di vivere la vita che ci siamo sempre sognati.
GIRLS è lontana da Sex and The City per molteplici ragioni, ovviamente la prima è che le protagoniste di GIRLS sono tutte ventenni, in Sex and The City sono delle trentenni affermate che possono permettersi delle scarpe firmate e una vita Mondana con la M maiuscola. GIRLS è girato a Brooklyn e non nella bellissima e inaccessibile Manhattan tanto amata e celebrata da Carrie nel telefilm.
Non voglio scrivere nient'altro, merita la visione, credetemi.


mercoledì 17 luglio 2013

Di Miss Italia se ne può fare a meno.

Ancora una volta una settimana intensa quella italiana, tra gaffe, insulti ed espulsioni, dicono, non programmate, io mi voglio occupare di una notizia di poco conto: Il concorso di Miss Italia. Un po' di caciara italiota non guasta, lascio ai giornalisti di grande spessore sentenziare delle notizie importanti.
Esattamente due giorni fa la Presidente della Camera Boldrini ha fatto sapere di essere contenta che la Rai abbia considerato di eliminare il concorso dicendo questo: "Scelta moderna e civile, solo il 2% delle donne in tv parla, il resto muto e svestito".

Subito le critiche da parte di personaggi dello spettacolo come Vladimir Luxuria che su Twitter dice: "La Boldrini applaude alla cancellazione di Miss Italia, peccato che nel frattempo abbiano cancellato anche il Ministero delle Pari Opportunità!" ma le critiche più dure arrivano da Fiorello che difende il concorso dicendo: "Ci sono cose molto più gravi e vergognose come il femminicidio, potremmo fare una lista di cose su cui il presidente della Camera dovrebbe intervenire, a partire da certe dichiarazioni dei politici. I tg sono pieni di cose vergognose fatte da politici".
Continua dicendo: "ci sembra un po' esagerato: non ha mai fatto male a nessuno, anzi ha portato bene a molte donne, belle e parlanti, che grazie al concorso hanno trovato lavoro". Un indotto, quello intorno a Miss Italia, legato al lavoro di tante persone. "Centinaia di parrucchieri - dice Fiorello - in arrivo da tutta Italia", ad esempio.
Insomma per alcuni personaggi dello spettacolo, la Boldrini è stata una bacchettona, era meglio che si teneva strette certe considerazioni.
Bene non resta che commentare il concorso di Miss Italia, cosa è stato, e cosa è diventato il concorso in questione.
Ne ho lette in questi giorni di cotte di crude su Miss Italia, sul fatto che sono uscite non solo delle belle donne, ma anche delle bravissime attrici come: Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Lucia Bosè, Anna Valle e forse avrò dimenticato qualcuna strada facendo, insomma il concorso non ha fatto uscire solo oche o presunte soubrette, tutto vero, niente da dire in contrario, posso dire anche che rispetto ad altri concorsi femminili Miss Italia era diciamo meno volgare e più attento al buon gusto e al rispetto del corpo femminile, ma ciò non toglie che il concorso non serve a niente. Perché se servisse realmente a qualcosa allora, mi verrebbe da dire, che un'italiana, una bella italiana che deve rappresentare tutte e venti le regioni deve essere per forza alta almeno 1,70, magari che porti la taglia 42, deve avere i denti dritti, lo sguardo angelico, deve ovviamente saper ballare e cantare e saper camminare con le scarpe con i tacchi. Tutto molto bello per le riviste patinate, per gli stilisti, per i parrucchieri, per i programmi italioti e sì perché no anche per il cinema e per le pubblicità dell'acqua Rocchetta, l'acqua di Miss Italia.
Gli antipatici della tv dicono che la nostra è tutta invidia, c'hanno fatto male e per questo che ci ostiniamo a criticare Miss Italia, dovremmo fare come tutti: Ammirare la nuova Miss e sperare veramente che porti meno merda nel Paese.
Poi ci sono gli ipocriti, gli ipocriti che dicono che la bellezza è soggettiva, che non ha niente a che vedere con i concorsi di bellezza che è solo ostentazione del proprio fisico, niente di più, ma che non vuol dire nulla, però tutto ad un tratto si rendono conto che nei fatti non è così, Miss Italia ha qualcosa che ci rende tutte orgogliose di essere italiane, belle italiane, gioiose e sognatrici. 
Roba che a leggerla mi fa venire l'orticaria e forse anche la nausea. Forse quello che mi piacerebbe che fosse fatto in Italia, considerando quello che leggo tutti i giorni nei giornali, è un concorso di bellezza interiore, aperto a tutti, uomini e donne, bassi e alti, magri e grassi, non importa. In Italia manca questo, di bellezza esteriore ce n'è anche troppa, considerando che il 70% del patrimonio UNESCO è italiano, abbiamo molte cose belle da vedere da fuori, ma di dentro niente, nemmeno l'ombra. Possiamo fare a meno di Miss Italia, di Veline, di Miss Muretto, di Miss Padania e di qualsiasi Miss di questo e di quello. Se le belle ragazze vogliono sfondare nel mondo del cinema o dello spettacolo in Italia non mancano scuole di recitazione, di ballo e di musica. Non abbiamo bisogno delle Miss, non dicono niente degli italiani, o forse dicono tutto, ma in sostanza, la bellezza, la vera bellezza non è questa.

giovedì 25 aprile 2013

La festa della Liberazione è davvero una festa morta?


Aprile è stato un mese molto difficile per l'Italia, da mesi viviamo uno stallo politico che non possiamo permetterci a causa della crisi che ormai ci addolora e attanaglia costantemente, pressione fiscale alle stelle, smantellamento dei diritti, sempre meno lavoro, sempre più giovani che scappano dall'Italia.
La mancata elezione di un nuovo presidente della Repubblica, il ritorno di quello vecchio non ha fatto sperare  noi giovani, ci ha resi ancora più rassegnati, già pensavamo che il nostro era un Paese senza speranze, ma con l'elezione della Presidente della Camera Laura Boldrini e quello del Senato Piero Grasso, avevamo cominciato un po' a sperare, anche questo spiraglio di luce è sparito.
Dopo la tensione della scorsa settimana, ne arriva un'altra, un possibile governo, anzi governissimo tra PD-PDL che ci mette nuovamente in crisi.
Oggi 25 aprile, festa della Liberazione, Grillo fa sapere che è una festa morta, morta per l'inciucio tra PD-PDL, i partiti che hanno ostacolato e reso la politica un inferno in Italia. Nel suo blog elenca perché questa festa è morta e scrive ancora: "oggi i partigiani piangerebbero".
Subito la risposta da parte della Presidente della Camera Boldrini: «Questa festa è viva, oggi gli italiani celebrano la nascita della Costituzione».
Risponde anche un ex combattente della Brigata Stella Rossa, Riccardo Lolli, da Marzabotto che fu teatro di una delle più sanguinose stragi naziste: «Queste parole mi hanno fatto molto effetto, se c'è un mezzo morto quello è lui con i suoi che lo seguono. Grillo e i suoi devono capire che l'unica strada da seguire è quella della democrazia». 
Tre anni fa, in un articolo leggo che nei nuovi libri di storia, esattamente libri scolastici del liceo, non c'è la parola 'Resistenza'. Nei nuovi libri di storia si passa dalla Shoah alla Guerra Fredda, senza parlare di come è stato sconfitto il fascismo in Italia, della nascita della Costituzione. Il consigliere dell'allora Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, Max Bruschi risponde: «Ma non ha letto qui, dopo la voce Onu? È ben esplicitato: Formazione e tappe dell'Italia Repubblicana. Naturalmente è sottintesa la Resistenza. L'abbiamo inclusa senza citarla tra i capitoli fondativi della storia repubblicana. È un modo per rafforzarla, no?».
Insomma se Beppe Grillo nel suo blog scrive che la festa della Liberazione è morta, non è perché vuole ucciderla Grillo ma perché ahimé chi in teoria dovrebbe difenderla governerà con chi diciamo in parte l'ha già distrutta, proprio per l'episodio scritto qui sopra, non voglio prendere le difese di Grillo, ma penso che l'intervento nel suo blog deve essere letto attentamente.
Come non far morire questa festa? Leggendo. Esattamente leggendo il Discorso sulla Costituzione agli studenti di Milano fatto nel 1955 da Piero Calamandrei (un professore universitario che partecipò attivamente alla Resistenza), del suo discorso amo questo passo:
«Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione».

domenica 10 marzo 2013

Girlfriend in a coma - Quello che penso io del mio Paese.

Ho appena visto su La7 in prima serata il documentario di Annalisa Piras con Bill Emmott (ex direttore dell'Economist famoso diciamo per il suo astio verso il nostro ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi).
Girlfriend in a coma non so se è un documentario che vale la pena vedere, nel senso, forse per chi segue la politica costantemente come me, tutto questo è già risaputo, forse anche datato. Ma magari per chi ha ancora dubbi sulla vera identità dell'Italia può offrire diciamo spunti per comprendere il suo stato attuale.
Il documentario, visto che è girato durante l'anno del governo tecnico, vede la possibilità di un autentico cambiamento con il governo Monti, come ben sappiamo questo purtroppo non è avvenuto. Sarò forse di parte, ma certamente Mario Monti non ha creato nessun cambiamento, anzi era il continuo del vecchio, sarà anche uno stimato professore universitario, amato all'estero, ma di certo nemmeno lui ha capito i problemi in cui versa l'Italia, per non dire l'Europa, o forse l'ha capito, ma preferisce insomma tenersi stretti i poteri forti, considerando che lui esce da quelle parti.
Girlfriend in a coma affronta vari temi: la mala politica, il welfare, le donne, gli scandali di Silvio Berlusconi, il problema dell'Ilva, il cinema, i giovani italiani che studiano all'estero, le imprese italiane.
Questo documentario prova a dare un'immagine positiva del nostro Paese ma allo stesso tempo una negativa, Emmott nel documentario descrive l'Italia come una fidanzata, esattamente una fidanzata in coma, che non riesce più a svegliarsi, perché è stata maltrattata, picchiata da anni e anni di Mala Italia ovvero di Mala politica. Prova a spiegare attraverso i personaggi dell'economia, dell'impresa, della politica, del cinema,  degli intellettuali, ma anche della gente comune cosa rende questo Paese una fidanzata in coma.
Questo documentario mi ha fatto venire voglia di descrivere il mio Paese, non che io non abbia mai provato a farlo, attraverso una critica a questo documentario che è intriso di cinismo al punto giusto, ma che vuol trovare diciamo risposte nel male che continua purtroppo a persistere nel mio Paese.
In Girlfriend in a coma vi è un'intervista a Sergio Marchionne, il manager della Fiat, che nel documentario non manca la descrizione di un grande manager amato negli States, ma detestato nel mio Paese, in chiave: l'Italia si ribella a un genio che vuole sistemare la Fiat, una grande impresa automobilistica italiana che è in perdita perché avversa ai cambiamenti del mercato. Marchionne sarà anche un genio, forse per chi crede nelle teorie neoliberiste, per chi pensa che il mercato possa regolarsi da solo, ma sogno di Marchionne prevede una fabbrica senza diritti del lavoro, una fabbrica che è meglio senza diritti così possono investire dall'estero, se no niente meglio che si delocalizza nell'Est Europa che i profitti sicuramente ci sono, anche perché lì non sanno manco cosa siano i diritti del lavoro. Una fidanzata maltratta dalla politica certamente, ma anche di un senso malato di vedere oggi il lavoro, che non è solo purtroppo italiano, ma anche dell'Europa. I problemi italiani sono noti a tutti: Mafia, disoccupazione, violenza di genere, mala gestione della politica. Ma i problemi che accrescono quelli appena indicati perché nel documentario non vengono affrontati?
Perché il documentario non affronta cosa realmente ferisce a morte questa fidanzata in coma? Si dice che l'Italia è un Paese che appartiene a un grande continente (tutto vero, nda), un continente che oggi applica politiche di austerity che uccidono il welfare, la cultura, l'istruzione, il lavoro, la pace, l'assetto di un potenziale Paese straordinario. Limitante e limitativo parlare di problemi che appartengono solo all'Italia, come se la crisi fosse solo italiana. La cattiva politica è sì, una conseguenza di una cattiva politica passata, ma anche di una cattiva politica che non è presente solo in Italia, ma anche in Europa.
Da ventunenne l'Italia per me è un paese sciagurato, bello, sì molto bello, ma certo insofferente ai cambiamenti perché purtroppo l'Italia da sola non può cambiare, essa deve cambiare con tutti i Paesi europei, deve affrontare la battaglia dell'austerity che non fa crescere questo nostro Paese, che è anche la causa di questa situazione diciamo di stallo politico italiano. Invidio chi è nato durante il boom economico, mi sarebbe piaciuto nascere alla fine degli anni cinquanta, magari quando ancora l'intervento dello Stato nell'economia andava di moda e la gente respirava e parlava di tante belle cose.

lunedì 21 gennaio 2013

Elezioni Politiche 2013 - La sinistra disgregata

Le elezioni sono davvero vicine, è un momento che attendo con ansia essendo la prima volta che voterò alle politiche, sì le attendo anche da cinica di professione, è infatti proprio da cinica che voglio commentare quel poco di campagna elettorale [causa studio] che sto seguendo. Esattamente voglio commentare la parte che mi sta più a cuore, che è la sinistra. Sono di sinistra, i miei ideali sono quelli, almeno per questo sono perfettamente orientata, e c'è poco da fare. Invece poco orientati, ahimé sono quelli che dicono di essere di sinistra, ma mi sa che questi di orientati non hanno nemmeno i peli a sinistra.
Gli schieramenti della sinistra o pseudo-sinistra sono due: Il primo schieramento è quello del Partito Democratico alleato con Sinistra Ecologia e Libertà con candidato premier Pierluigi Bersani vincitore delle primarie di novembre scorso, l'altro schieramento invece è quello di Rivoluzione Civile che è una lista civica che racchiude Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Italia dei Valori e Verdi, il candidato premier è l'ex magistrato Antonio Ingroia, noto per aver indagato sulla Trattativa Stato - Mafia.
In queste settimane si sono succedute richieste di uno schieramento piuttosto che di un altro di ricercare un dialogo fra le diverse anime che accomunano la sinistra, ma i risultati sono stati deludenti, anzi uno dei due schieramenti ha chiesto all'altro di desistere per non confondere l'elettorato perché si potrebbe disperdere il voto regalando nuovamente i voti alla destra o al centro.
Il problema è questo: C'è un partito che dice di essere di sinistra, ma che è composto da persone molto confuse, la dimostrazione sarebbe tutti quegli anni in cui sono stati in Parlamento, soprattutto l'ultimo anno.
L'anno scorso abbiamo avuto un governo tecnico con a capo Mario Monti, un economista, senza ombra di dubbio, di stampo liberista, quindi totalmente opposta a quella che è la linea di un normale partito di sinistra, ora questo partito pseudo di sinistra praticamente ha votato tutte le riforme fatte dal governo Monti, vi dirò di più questo è uno dei partiti che l'ha voluto al governo insieme a un esponente di centro-destra e uno di centro, praticamente questo governo tecnico è riuscito a coalizzarli tutti, con la scusa che nel 2012 l'Italia avrebbe riflettuto sul lascito del governo precedente, e in più sarebbe stato anche un buon motivo per cambiare la legge elettorale, il famoso Porcellum.
Questo ovviamente non è avvenuto, è passato più di un anno e il porcellum ce l'avremo anche per queste elezioni creando disorientamento e sfiducia.
Ma continuiamo con la situazione della sinistra, il partito pseudo di sinistra, che adesso rivelo è: il Partito Democratico, meglio conosciuto come PD, che è dato nei sondaggi come possibile vincitore di queste elezioni, quindi probabilmente avremo come Presidente del Consiglio Bersani. Cosa ha deciso di fare il partito di Vendola (Sinistra Ecologia e Libertà)? Di coalizzarsi con il partito che danno per vincitore. Già Vendola aveva partecipato alle primarie del centro-sinistra, ma le ha perse contro Bersani e Renzi che sono risultati i due candidati che si sono poi scontrati definitivamente per il ballottaggio, Vendola ha sostenuto Bersani, perché ritiene che fra Bersani e Renzi, quello più di sinistra è Bersani. La mossa di Vendola non è stata totalmente sbagliata, certamente pur di far entrare il suo partito in Parlamento ha preferito coalizzarsi con quello che è dato per vincitore, peccato che lui provenga da una cultura di sinistra che è completamente opposta a quella piddina, che sono una marea di persone confuse in primis Rosy Bindi, ma anche lo stesso Bersani, la Finocchiaro, Renzi e via discorrendo. Vendola non ha provato a considerare di potersi alleare con quello che era il suo ex partito: Rifondazione Comunista, a cui deve la vittoria del 2005 in Puglia [con questo non voglio dichiararmi di Rifondazione, anzi ho espresso assai critiche su questo partito, ma che trovo fondamentale per la vittoria della sinistra radicale in parlamento] così come con il PdCi di Diliberto, i Verdi di Bonelli e l'IdV di Di Pietro, peraltro sempre stati contigui sulla sua linea. Vendola andrà in Parlamento ma non c'andrà purtroppo a testa alta come poteva andarci se si alleava con questi partiti. Credo che in questi giorni lo stesso Vendola si sia un po' pentito sulla scelta fatta di appoggiare Bersani, anche perché si vocifera di un possibile accordo post-elettorale con i centristi con a capo Mario Monti, cosa che Vendola non riesce a digerire di buon grado visto che la sua linea è totalmente opposta. Vendola, al contrario di Bersani, non ha visto nella lista di Ingroia una lista nemica, ma purtroppo non avendo vinto lui le primarie, si accontenta di essere subalterno a Bersani. Se Vendola si fosse alleato con quella che è attualmente la lista civica di Ingroia avrebbero sicuramente ottenuto più del 20%, e avremmo avuto dei parlamentari più decenti da portare in Parlamento, nonostante il porcellum, ma così non è stato. Personalmente non vedo Ingroia come buon premier, forse perché è nuovo della politica, non ha dimestichezza, considerando gli anni passati nelle aule giudiziarie la politica la mastica poco, lo avrei preferito come futuro Ministro della Giustizia di un improbabile governo Vendola, ma così non è stato. Questo sbaglio che è costato caro a Vendola ha fatto sì che io prendessi questa decisione: Votare Rivoluzione Civile, perché penso che c'è bisogno di sinistra, vera, non finta. Nonostante tutte le critiche che si possono fare e le imperfezioni della lista è quella che più merita, nei sondaggi le danno più del 5%, mi auguro vivamente che possa crescere di qui al prossimo mese, sperando di avere finalmente dei buoni possibili parlamentari.

lunedì 10 dicembre 2012

Chi dice donna, dice danno? A quanto pare per Bruno Volpe, direttore di Pontifex sì.

Negli ultimi tempi non posso fare a meno di leggere o semplicemente sentire in televisione tutte quelle conversazioni, discussioni riguardo il femminicidio. Non so forse sarà masochismo, ma fatto sta che le ascolto, devo ammettere che spesso non sono interessanti, certune poi sono orripilanti, inverosimili e anche cattive sì molto cattive e forse anche disgustose. L'ultimo articolo che ho letto a riguardo è quello di Bruno Volpe, direttore di Pontifex, noto sito internet dove praticamente ogni ultra-cattolico di questo mondo scrive in preda al fondamentalismo religioso sfrenato.


Volpe scrive: "I mezzi di comunicazione e qualche scrittore à la page (che scrive libri in base agli orientamenti e ai gusti, dunque per fare solo soldi), insiste con la freddura del femminicidio. Ripetiamo: ogni delitto, commesso in danno di uomo o donna, va condannato fermamente come atto criminale e dunque non esiste differenza. Parlare di femminicidio a livello giuridico non ha alcun senso. Veniamo alle cause. Se in alcune famiglie o in coppie o ex fidanzati, si arriva al fatto violento, questo dipende da un rapporto patologico che ha interessato entrambi gli attori. Nessuno diventa matto e di colpo assesta una coltellata, a patto che matto non fosse stato già prima e quindi c'è stato un rapporto incauto e imprudente sin dall'inizio. Questo non è motivo di attenuante o sconto, ma si rifletta sulle provocazioni, sulle angherie che alcune volte gli uomini subiscono. Da che cosa dipende tutto questo? Da una mentalità modernista e sbagliata che fa credere alla donna di potere fare quello che crede e vuole. Invece il sano ruolo della donna è quello di accudire la famiglia, attendere i bisogni dei figli ed educarli cristianamente, amare lo sposo e soprattutto, ricordando San Paolo, essere "sottomessa"."

Leggere queste cose, suscita in me una voglia di arrabbiarmi e gridare, gridare forte! Eppure non sono femminista, semplicemente mi fa incazzare che ancora nel ventunesimo secolo ci sia gente che riporta frasi di santi che sono diventati santi quando le donne erano semplicemente dei contenitori che procreano! Capisco che l'articolo lo scrive un uomo ultra-cattolico, quindi che segue dei dettami imposti da una religione che effettivamente, e non si può non negarlo, mette l'uomo al centro di TUTTO.
Ma lasciamo da parte le ciance filosofico-religiose e passiamo al fatto che nessuno sa parlare e affrontare questo grandissimo problema, da ogni parte sento che in Italia ogni due giorni una donna viene uccisa, questa frase la sento ripetere in ogni programma del terrore pomeridiano, specie se a condurre questi programmi pomeridiani è Barbara D'Urso. 
Qualche settimana fa ho letto e poi visto in tv l'ex ministro delle pari opportunità Mara Carfagna che parlava di come risolvere la questione del femminicidio, per l'ex ministro e showgirl la questione si dovrebbe risolvere con un semplice ergastolo per il reato di femminicidio, così molto semplice, senza provare ad educare minimamente la società, sfruttarlo come deterrente, come se il deterrente ideale di ogni reato è l'ergastolo. Ha ammazzato qualcuno? Pane e acqua a vita al fresco, anzi che non gli danno la pena di morte, dovrebbero ringraziare.
Come si fa in un programma pomeridiano a promuovere l'ergastolo per il reato di femminicidio? Dico come si può? Vedi tutte quelle donne applaudire in quel programma becero, battere le mani per aver detto una cosa così terribile, dare l'ergastolo agli uomini! Massì accanimento su accanimento! Fa parte delle società civilizzate accanirsi, risulterei io  pazza per non volere l'ergastolo!
E' questo che vogliamo? Una lotta fra sessi? Una rabbia su rabbia? 
Perché non si prova a fare un investimento nell'educazione? Nessuno c'ha pensato. Eppure sarebbe la soluzione, a scuola si promuovono tante cose: dall'educazione alla legalità a quella sessuale, eppure quella al rispetto della donna nessuno c'ha pensato. La scuola è il primo agente formativo, la prima strada giusta e utile per risolvere i problemi della vita. Certo ultimamente l'hanno abbandonata a sé stessa, meglio dare quei soldi alla difesa, chissà per un'eventuale invasione aliena.
Gli insegnanti dovrebbero parlare più di queste cose che di Manzoni o Leopardi, non perché siano inutili ma perché forse c'è ancora tempo per recuperare questo grave problema che sta diventando veramente una piaga. Non sarà la religione, forse nemmeno la famiglia, i mass media, la giustizia a risolverlo. Deve essere la scuola! 
La scuola deve ricordarci puntualmente che oltre ad essere studenti siamo esseri umani liberi e bisognosi di rispetto l'uno dell'altro, che entrambi i sessi hanno diritti, perché nel mondo abbiamo bisogno sia di donne che di uomini. Saranno molto probabilmente futili parole le mie, perché alla fine chi entra in politica sono sempre uomini o donne che coprono di vergogna entrambi i sessi, e ovviamente ci saranno sempre elettori che li voteranno e li eleggeranno a loro idoli.

lunedì 3 settembre 2012

Settembre mi mette tristezza...

Settembre è un mese che odio particolarmente, non mi è mai piaciuto. Forse perché gli eventi più brutti della mia vita sono accaduti in questo mese. Però per tutti è un mese di inizio, dopo l'estate c'è sempre l'autunno, è quello di quest'anno sarà un autunno caldo, non perché sono siciliana, visto che in Sicilia c'è comunque sempre il sole, ma perché ci aspettano momenti duri, difficili. Non so se essere fiduciosa, anzi non riesco ad esserlo, da un po' di tempo sono cinica e avversa all'ottimismo, non vedo niente di buono.Vedo disagi ovunque, sento che qualcosa di forte e immenso scoppierà, e saremo tutti coinvolti, tutti.Vivo in un Paese in cui la disoccupazione giovanile è al 34%, dove c'è crisi. C'è crisi pensate dal 2008, siamo nel 2012, niente non si è recuperato nulla. Gli stessi errori di circa 60 anni fa. Meno spesa pubblica più debito. L'economia è la nuova religione, mi piace. Mi fa capire che io sono una merce, in fondo che cosa sono? Nei libri di Marx la parola "merce" è così frequente, che tutto ciò è familiare. 

Se ci fosse Marx...

Ma anche se non ci fosse, mi accontenterei di Keynes, almeno lui era saggio in tempo di crisi.Insomma dicevo, la crisi mi spaventa, non ci dormo la notte. Sogno la pillola "Italiano Medio" di Maccio Capatonda, quella che riduce le tue capacità cerebrali del 2%, così non mi dovrei preoccupare di tutto questo chiasso, vivere la vita per com'è, quindi precaria, quindi nulla.La vita non ha senso, i poveri sono una minaccia, il mondo è dei ricchi. E' una verità che già sapevo, ma che ora è più evidente, avevo fiducia nello stato sociale, ricordavo questa Europa, quella dello stato sociale, quella che sanità e istruzione sempre pubblica, che noi, al contrario degli americani, sapevamo fare democrazia, quella vera. Oggi no, oggi scimmiottiamo gli americani, purtroppo male e in maniera controproducente. Quelle che sto scrivendo adesso, sono chiacchere da bar, che dicono tutti o scrivono tutti, in fondo io non ho altri pensieri per la testa. Non si può dire a una persona di 21 anni goditi la tua età e al futuro pensaci dopo, è triste. Non mi va di non pensarci. Io ho un ossessione per il futuro. 

Un po' come quella degli insonni che l'unica ossessione che hanno è quella di dormire. Sto blaterando, me ne rendo conto, ma questo presente non mi piace. Non mi butterò in politica e nemmeno forse manifesterò, farò come vuole la filosofia cinese, mi siederò sulla sponda del fiume, in attesa che il cadavere del mio nemico arrivi.